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martes, 13 de marzo de 2012

6301.- TIZIANO ROSSI



Tiziano Rossi, nacido en Milán en 1935, poeta, es la figura más representativa de su generación. Trabaja en el mundo editorial y con diversos periódicos y revistas literarias que publican sus artículos. Su poesía se caracteriza por la experiencia de la realidad, con el apoyo de una exigencia ética fuerte.
Autore tra i più raffinati e originali di una scuola milanese che si è imposta a partire dagli anni Sessanta, con l'esempio di un maestro come Vittorio Sereni e la presenza di figure dominanti come Giovanni Raboni, Giovanni Giudici, Giancarlo Majorino, ha esordito nel 1968 pubblicando "La talpa imperfetta" nella collana mondadoriana "Il Tornasole". Le sue opere successive (tra cui "Miele e no", "Pare che il paradiso" e "Gente di corsa", Premio Viareggio) sono state in prevalenza pubblicate da Garzanti, editore presso il quale ha raccolto anche "Tutte le poesie (1963-2000)" nella collana degli "Elefanti". In ambito filologico ha pubblicato "Il Codice parigino latino 788.1. Iliade di Omero tradotta in latino da Leonzio Pilato con le postille di Francesco Petrarca", (Malavasi 2003. Ha curato con Ermanno Krumm un'antologia della "Poesia italiana del '900" (1995) ed è presente nell'antologia "Poeti italiani del secondo Novecento" curata da Cucchi e Giovanardi per i "Meridiani".



[De Pare che il Paradiso]


Insuficiencia


En una modorra -extravagante aparición-
toc toc, mi padre escapado de una guerra,
inclinado sobre el umbral, repetía: "Por favor",
y como herido general que a nadie
más comandaba,


con sus cabellos ralos agitados de aquí para allá,
hablaba de un gran sentimiento, el justo
y el injusto confundiendo; y nosotros,
dele burlarnos de su capote dado vuelta...


Por la boca escupía palabras apagadas:
"Debo confesarles mi enorme mezquindad,
protéjanse solos en esta hora terrible".


¡Oh inconexo paladín nuestro
que sin armas de aquí desertabas!
Era la insuficiencia lo que amábamos en ti,
y nosotros más fuertes florecimos finalmente...












Variedad


Amerita pasión la variedad del mundo
y es grande el encanto
de la cantidad de las aptitudes;
e incluso la nieve -por ejemplo- se deja caer
en imprevisible ballet.
Por lo tanto, querríamos
estar a la altura de la pluralidad
y ser capaces de más voces:
un hablar escandido, precipitado,
agudo, lúcido, ronco o flojo; y aun
mirar de muchos modos esta
plaza en confusión:
interrogativos, temerosos, estupefactos,
hostiles o venerantes.


Pero casi todo es ya de humo:
pin pin uselín, así ha corrido el tiempo, *
y muchos son los caminos no podidos.


Ahora he sabido que mi hijo
se adentra en la región
admirable de las montañas
y allá sube y sube
despacio con sus por qué;
así que él sabrá, no yo,
-respondiendo a una centésima pregunta-
decir sí a otra conmoción.
Y entonces me voy a la cama muy contento.












Parece que el Paraíso


Parece que el Paraíso es el presente
con sus 'de todos modos' y 'poco más o menos'; y de hecho
incluso este andar mal tuyo
emite claridad.


Ahora escuchas la pelota que retumba conta un muro
y mientas la nariz te gotea -cosa de chicos-
vas gorgoteando algún sonido oscuro.
Pero numerosos
son los estratos del pensar
y sabes reconocer al menos la grandeza
de aquella pasada polvareda,
aquel prolongar el ritmo, mantener
la andadura de los años; y ahora,


como esqueleto de soldado, marcialmente
saludas tantos rostros que fueron respetables,
custodios de noticias sepultadas (¡cuántas
te las contarán en un soplo!). Cierto,
la cuestión queda sin resolver, pero fantástica
se te presenta la escuadra de difuntos.


Se espera en una nueva historia, nuevos dolores.




Versiones de Jorge Aulicino




* Pin pin, uselín: expresión dialectal. Uselín: pajarito (uccellino)












[Da Pare che il Paradiso]


Insufficienza


Dentro un assopirsi - bislacca apparizione -
toc toc, mio padre scappato da una guerra
chino sulla soglia ripeteva: "Per favore"
e come ferito generale che a nessuno
già non comandava


coi radi capelli qua e là sventolanti
parlava di un grande sentimiento, insieme
il giusto e l'ingiusto confondendo; e noi
a deridere il suo rovesciato cappotto...


Dalla bocca salivava parole striminzite:
"Devo confessarvi la mia enorme meschinità,
proteggetevi da soli in quest'ora terribile".


O sconclusionato nostro paladino
che senza armi di qua disertavi!
Era l'insufficienza che in te amavamo
e noi più forti a sbocciare finalmente...














Varietà


Merita passione le varietà del mondo
e grande è il fascino
dalla quantità delle attitudini:
ed anche la neve - ad esempio- si cala
con imprevidibile balletto.
Pertanto si vorrebbe
essere all'altezza della pluralità
e di più voci essere capaci
parlando scandito, precipitoso,
squillante, roco o fioco; ed anche
in tanti modo guardare a questa
piazza in confusione:
interrogativi, timorosi, stupefatti,
ostili o veneranti.


Però quasi tutto è già di fumo:
pin pin, uselín, così è corso il tempo
e molte sono le strade non potute.


Ora ho saputto che il mio figlio
s'addentra nella regione
mirabile delle montagne,
e là sale e poi sale
piano coi suoi perché;
e dunque non io ma lui saprà
- rispondendo a una centesima domanda -
dire di sí ad un'altra commozione.
E allora vado a letto tutto contento.












Pare che il Paradiso


Pare che il Paradiso sia il presente
con i suoi comunque e i pressappoco; e infatti
anche questo tuo malandare
manda chiarore.


Ora ascolti la palla che rimbomba contro un muro
e mentre il naso ti cola - roba da bambini -
vai gorgogliando qualche suono oscuro.
Però numerosi
sono gli strati del pensare
e sai riconoscere almeno la grandezza
di quel trapassato polverone,
quell'allungare il ritmo, il mantenere
l'andatura degli anni; e adesso


come soldato di ossa sull'attenti
saluti tanti volti che furono rispettabili,
custodi di notizie seppellite (quante
te ne racconteranno con un soffio!) Certo
la questione rimane irrisolta, ma fantastica
ti se prospetta la schiera dei defunti.


Si spera in nuova storia, nuove doglie.

http://campodemaniobras.blogspot.com/